Dopo aver spiegato i meccanismi dei rinnovi contrattuali - dando prova di conoscerli o di essere del ramo - il nostro lettore esprime la sua opinione sui lavoratori non iscritti (corsivo nostro):
[...] sono dei veri parassiti che beneficiano del lavoro degli altri(e dei contributi economici degli altri).Tuttavia deve ammettere che (corsivo nostro):
L'azienda non dovrebbe estendere automaticamente e indistintamente a tutti il rinnovo del contratto ma solo agli iscritti alle OO.SS. firmatarie.Qui sorge il primo problema nel pensiero espresso: se è l'azienda a decidere per i non iscritti - ci chiediamo - perché lamentarsi di questi ultimi (e con parole così forti)?
Poi prosegue, arrivando, a nostro avviso, al paradosso:
applicando l'accordo a tutti i lavoratori le aziende rischiano di vedersi denunciate per condotta antisindandacaleCioè, se un'azienda si da la zappa sui piedi - secondo l'anonimo, arrivando a subire addirittura denunce, la colpa è di chi si è visto applicare, senza che gli fosse richiesto, il rinnovo dell'accordo! Fra l'altro, come dichiarato dallo stesso commentatore, agli iscritti dei sindacati non firmatari è data facoltà di decidere se vedersi applicato il rinnovo oppure no.
Quindi, riassumendo: se l'accordo è più vantaggioso - cosa data per scontata dal commentatore - il non iscritto beneficia dei vantaggi (e magari non paga nemmeno i 25 €) e allora è un parassita; e se l'accordo fosse meno vantaggioso? Forse è questo il caso delle denunce per condotta anti-sindacale? Allora il non iscritto è un parassita comunque!
Il nostro utente, che cita l'art.28 della Legge 300/70 sulla repressione dell'attività anti-sindacale, dimentica però di citare l'art. 14 della stessa legge; esso dichiara (corsivo nostro):
Il diritto di costituire associazioni sindacali, di aderirvi e di svolgere attivita' sindacale, e' garantito a tutti i lavoratori all'interno dei luoghi di lavoroQuindi l'adesione ad un sindacato, essendo un diritto, non è un dovere - per nessuno.
Inoltre non cita nemmeno il successivo art. 15 (corsivo nostro):
E' nullo qualsiasi patto od atto diretto a:
a) subordinare l'occupazione di un lavoratore alla condizione che aderisca o non aderisca ad una associazione sindacale ovvero cessi di farne parte; [...]Certamente, è riferito al datore di lavoro (o forse anche ai sindacati, visto che si parla di patto?), ma è chiara la ratio di non-discriminazione che dovrebbe valere per tutti (anche per i lavoratori non iscritti a sindacati).
In ogni caso, qualunque persona, e certamente chi commenta su questo blog, è libera di esprimere il suo pensiero (costruttivo e argomentato), ma deve anche accettarne le critiche (costruttive e argomentate, ovviamente).
Tuttavia, l'aspetto più interessante di questo commento - se non bastasse quanto esposto - è che forse, e sottolineiamo forse, viene proprio da un sindacalista o comunque da qualcuno che può utilizzare i computer del sindacato. Il sindacato in questione potrebbe essere la unione italiana del lavoro regione abruzzo, cioè la UIL abruzzese!
Infatti, se non fosse per l'argomento di interesse del commentatore che lo inquadra se non altro tra gli iscritti ad un sindacato (o forse tra i proprietari/dirigenti di un'azienda?), il sistema di analisi statistiche in uso col blog ci fornisce qualche informazione in più. Esso presenta solo dati aggregati, ma poiché il giorno di creazione del commento abbiamo avuto sulla pagina del post solo due visite, è stato immediato notarne le provenienze: due diverse, una delle quali è il fornitore di servizi della UIL Abruzzo. Il visitatore della UIL è rimasto sulla pagina del post in questione quasi 18 minuti (il tempo di leggere il post e di scrivere il commento?). Inoltre lo stesso visitatore ha visualizzato anche un'altra pagina: quella contenente il solo commento al post.
Per concludere: chiunque egli (o ella) sia, se davvero si tratta di un sindacalista UIL abruzzese o di qualcuno che lavora in quel sindacato, al di là delle contraddizioni che abbiamo cercato di evidenziare, troviamo sinceramente triste e preoccupante che pensi quanto visto dei lavoratori non iscritti ai sindacati (e che non pagano per il rinnovo contrattuale), anteponendo gli interessi degli iscritti (i propri?) - o delle aziende... - a quelli dei lavoratori, tutti indistintamente. Crediamo poi che dovrebbe indignarsi con almeno pari forza per altre questioni: suggeriamo vivamente, se non lo ha già fatto, che visiti anche altre pagine del blog. Troverà senz'altro pane per i suoi denti... sempre che non sia già sazio.

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