sabato 27 dicembre 2014

Conciati per le feste

Con grave difetto di comunicazione, a cui l'Azienda ci ha ormai purtroppo abituato, la dirigenza informa circa l'erogazione al 50% della tredicesima mensilità 2014 (notizie qui, qui e qui). Al momento non è dato sapere cosa sarà del restante 50%.
Si capisce che la pagina Facebook aziendale non è adatta ad ospitare notizie di questo genere (figurarsi i conseguenti commenti... o forse no?), ma è buona solo per previsioni del tempo, almanacchi e oroscopi (oroscopi!) giornalieri. In questo periodo anche auguri di Natale, che però suonano un tantino ipocriti. Scopriamo comunque che a Marsala in 3g Deal & Research si è festeggiato regolarmente già il 17 (prima della notizia della tredicesima?).
Sarebbe bello se gli spazi virtuali aziendali, come Facebook, fossero un luogo di informazione (vera) e di partecipazione (vera), come questo blog ha da sempre cercato di essere. E ciò soprattutto in questo grave momento di crisi che l'Azienda sta attraversando. Se alle quotidiane previsioni meteorologiche e astrali si aggiungesse qualche previsione economico-aziendale? In realtà ci accontenteremmo di qualche notizia...

sabato 26 aprile 2014

Trend aziendale 2014

Lo scorso 16 aprile si è svolto a Roma un incontro tra la 3g e le Organizzazioni Sindacali.
I dati emersi, piuttosto preoccupanti secondo noi, sono che
  • l'Azienda ha dichiarato circa 200 esuberi (in aumento, quindi, dai 166 di giugno 2013)
  • il fatturato è passato da 29 milioni di euro del 2011, a 25,5 milioni del 2012, fino a 21,5 milioni nel 2013, con una perdita di quasi il 26% in 2 anni
  • tuttavia, secondo i sindacati, "la situazione commesse [...] nello stesso periodo non ha registrato una perdita tale da giustificare un calo di ricavi così marcato"
  • l'ammontare della solidarietà effettiva, che serve proprio a contrastare il trend economico negativo, è risultata invece "molto inferiore" a quella teorica accordata.
Nel dramma, un dettaglio che ci ha colpiti è relativo al penultimo punto (sulla sostanziale costanza di commesse). L'Azienda, al proposito, ha risposto che (corsivi nostri):
non si è trattato di una reale diminuzione ma di una variazione del perimetro delle attività, e quindi dei ricavi (due milioni di euro sempre a detta dell’Azienda), verso altra realtà societaria dello stesso Gruppo.
Poiché le realtà societarie dello stesso gruppo si riducono alla sola 3g Deal & Research (visto che 3g Active sembra rimasta dove l'avevamo lasciata, mentre la 3g IT Innovation Technology si occupa di altro), dobbiamo dedurre che la 3g SpA ha ceduto alla 3g Deal & Research una parte delle attività di commesse della stessa 3g SpA insieme ai conseguenti 2 milioni di euro di ricavi. Cioè 3g ha subappaltato a 3g D&R. Il perché si può intuire, in termini generali, dai fondi stanziati (come a Marsala) o dal regime fiscale agevolato di cui possono godere le aziende che assumono nel Mezzogiorno (cosa che potrebbe essere accaduta lo scorso novembre 2013, a Caserta); in ogni caso la conseguenza è la notevole riduzione del costo del lavoro, e quindi delle relative attività o commesse. E questo porta anche a comprendere meglio la natura degli esuberi: non si tratta di reale eccedenza di personale rispetto alle attività da svolgere, come sa chiunque conosca alcuni carichi di lavoro in azienda, ma di eccedenza di costo per quei servizi che, evidentemente, rendono meno di quanto si spenda per erogarli.
Quindi la domanda potrebbe essere: perché la 3g SpA ha acquisito commesse in perdita?
Non ha saputo valutare i reali ricavi delle commesse? Non ha saputo valutare i reali costi? Ha valutato che era comunque meglio prendere che lasciare (per poi subappaltare)? Ci auguriamo che la dirigenza voglia rispondere a queste domande: lavoratrici e lavoratori che possono solo accettare le decisioni, anche gravi, prese da altri, hanno il diritto - crediamo - di essere informarti del perché di certe scelte e delle loro conseguenze.

Come sempre i nostri spazi sono a completa disposizione per chiunque abbia ulteriori informazioni o, semplicemente, voglia dire la sua sulla situazione.

sabato 5 aprile 2014

UIL Abruzzo (forse): parassiti i lavoratori che non pagano per rinnovo CCNL

L'11/01/2014 un anonimo visitatore lascia questo commento in relazione alla notizia sul rinnovo 2013 del CCNL delle Telecomunicazioni e sulla relativa trattenuta di 25 € in busta paga per tutte le lavoratrici e lavoratori non iscritti alle OO. SS. firmatarie.
Dopo aver spiegato i meccanismi dei rinnovi contrattuali - dando prova di conoscerli o di essere del ramo - il nostro lettore esprime la sua opinione sui lavoratori non iscritti (corsivo nostro):
[...] sono dei veri parassiti che beneficiano del lavoro degli altri(e dei contributi economici degli altri).
Tuttavia deve ammettere che (corsivo nostro):
L'azienda non dovrebbe estendere automaticamente e indistintamente a tutti il rinnovo del contratto ma solo agli iscritti alle OO.SS. firmatarie. 
Qui sorge il primo problema nel pensiero espresso: se è l'azienda a decidere per i non iscritti - ci chiediamo - perché lamentarsi di questi ultimi (e con parole così forti)?
Poi prosegue, arrivando, a nostro avviso, al paradosso:
applicando l'accordo a tutti i lavoratori le aziende rischiano di vedersi denunciate per condotta antisindandacale
Cioè, se un'azienda si da la zappa sui piedi - secondo l'anonimo, arrivando a subire addirittura denunce, la colpa è di chi si è visto applicare, senza che gli fosse richiesto, il rinnovo dell'accordo! Fra l'altro, come dichiarato dallo stesso commentatore, agli iscritti dei sindacati non firmatari è data facoltà di decidere se vedersi applicato il rinnovo oppure no.
Quindi, riassumendo: se l'accordo è più vantaggioso - cosa data per scontata dal commentatore - il non iscritto beneficia dei vantaggi (e magari non paga nemmeno i 25 €) e allora è un parassita; e se l'accordo fosse meno vantaggioso? Forse è questo il caso delle denunce per condotta anti-sindacale? Allora il non iscritto è un parassita comunque!
Il nostro utente, che cita l'art.28 della Legge 300/70 sulla repressione dell'attività anti-sindacale, dimentica però di citare l'art. 14 della stessa legge; esso dichiara  (corsivo nostro):
Il diritto di costituire associazioni sindacali, di aderirvi e di svolgere attivita' sindacale, e' garantito a tutti i lavoratori all'interno dei luoghi di lavoro
Quindi l'adesione ad un sindacato, essendo un diritto, non è un dovere - per nessuno.
Inoltre non cita nemmeno il successivo art. 15 (corsivo nostro):
E' nullo qualsiasi patto od atto diretto a:
a) subordinare l'occupazione di un lavoratore alla condizione che aderisca o non aderisca ad una associazione sindacale ovvero cessi di farne parte; [...]
Certamente, è riferito al datore di lavoro (o forse anche ai sindacati, visto che si parla di patto?), ma è chiara la ratio di non-discriminazione che dovrebbe valere per tutti (anche per i lavoratori non iscritti a sindacati).

In ogni caso, qualunque persona, e certamente chi commenta su questo blog, è libera di esprimere il suo pensiero (costruttivo e argomentato), ma deve anche accettarne le critiche (costruttive e argomentate, ovviamente).
Tuttavia, l'aspetto più interessante di questo commento - se non bastasse quanto esposto - è che forse, e sottolineiamo forse, viene proprio da un sindacalista o comunque da qualcuno che può utilizzare i computer del sindacato. Il sindacato in questione potrebbe essere la unione italiana del lavoro regione abruzzo, cioè la UIL abruzzese!
Infatti, se non fosse per l'argomento di interesse del commentatore che lo inquadra se non altro tra gli iscritti ad un sindacato (o forse tra i proprietari/dirigenti di un'azienda?), il sistema di analisi statistiche in uso col blog ci fornisce qualche informazione in più. Esso presenta solo dati aggregati, ma poiché il giorno di creazione del commento abbiamo avuto sulla pagina del post solo due visite, è stato immediato notarne le provenienze: due diverse, una delle quali è il fornitore di servizi della UIL Abruzzo. Il visitatore della UIL è rimasto sulla pagina del post in questione quasi 18 minuti (il tempo di leggere il post e di scrivere il commento?). Inoltre lo stesso visitatore ha visualizzato anche un'altra pagina: quella contenente il solo commento al post.
Per concludere: chiunque egli (o ella) sia, se davvero si tratta di un sindacalista UIL abruzzese o di qualcuno che lavora in quel sindacato, al di là delle contraddizioni che abbiamo cercato di evidenziare, troviamo sinceramente triste e preoccupante che pensi quanto visto dei lavoratori non iscritti ai sindacati (e che non pagano per il rinnovo contrattuale), anteponendo gli interessi degli iscritti (i propri?) - o delle aziende... - a quelli dei lavoratori, tutti indistintamente. Crediamo poi che dovrebbe indignarsi con almeno pari forza per altre questioni: suggeriamo vivamente, se non lo ha già fatto, che visiti anche altre pagine del blog. Troverà senz'altro pane per i suoi denti... sempre che non sia già sazio.